
L’Università di Pisa, con il centro Nutrafood, è il primo ateneo in Europa ad aver siglato un accordo con il centro Shiology in Cina. Il protocollo è stato firmato il 30 ottobre 2025 prof. Andrea Serra (Direttore del centro Nutrafood) e il prof. Liu Guangwei direttore del centro di ricerca e fondatore di Shiology, in occasione del 5th World Shiology Forum che si è svolto a Haikou (Hannan, Cina) dal 28 al 31 ottobre 2025. La convezione prevede la possibilità di organizzare, previa la stipula di accordi specifici, corsi congiunti, seminari e workshop internazionali su temi di interesse comune, oltre che promuovere una cooperazione scientifica e tecnica e, ancora, sviluppare progetti di ricerca congiunti.
La shiologia è una disciplina emergente che è stata dal 2025 è riconosciuta dal Ministero dell’Educazione della Repubblica Popolare Cinese come disciplina accademica Universitaria. La shiologia studia il cibo e l’atto del mangiare come fenomeni centrali dell’esperienza umana, ponendo l’eater (chi mangia) al centro dell’analisi. Il termine deriva dal carattere cinese Shi (食), che indica sia il cibo sia l’azione del mangiare, e riflette un approccio integrato che supera la frammentazione tipica dei sistemi alimentari e delle politiche alimentari tradizionali. La shiologia integra infatti nutrizione, agricoltura, ambiente, cultura, economia, gastronomia, educazione in un quadro unitario e antropocentrico. Questo approccio estende il concetto di “farm to fork”, includendo non solo le fasi produttive e distributive, ma anche il ruolo attivo del consumatore e l’esperienza dell’alimentarsi. La shiologia considera quindi l’insieme delle attività, dei sistemi e delle conseguenze legate al cibo, dalla produzione al consumo, fino agli effetti sulla salute e sulla longevità, sulle dinamiche sociali e sugli ecosistemi. In questo senso, il cibo non è visto soltanto come risorsa economica o nutrizionale, ma come elemento chiave per il benessere umano, la sostenibilità ambientale e l’equilibrio tra individuo e società.
La shiologia è stata teorizzata nel 2019 da Liu Guangwei, fondatore e direttore generale del World Shiology Forum, sostenuta da centri di ricerca accademici, tra cui la Renmin University of China, come un nuovo sistema di conoscenza capace di rispondere alle crisi alimentari globali. Attraverso un approccio interdisciplinare e orientato alle soluzioni, la shiologia combina scienza, etica, cultura, economia, tecnologia e educazione per individuare le cause profonde di problemi interconnessi come fame, malnutrizione, sprechi alimentari e degrado ambientale, promuovendo modelli di governance più inclusivi e sostenibili. Altro elemento centrale è l’importanza attribuita all’educazione alimentare, con iniziative volte ad aumentare sensibilità e consapevolezza sulle tematiche del cibo.
A partire dal 2017 si sono succeduti con cadenza regolare forum mondiali e, nel 2025, il comitato tecnico-scientifico permanente ha prodotto il “Global Food Systems and SDGs Report 2025 – A systematic stocktake of food-systems issues and solutions”, che propone una lettura sistemica e integrata dei sistemi alimentari globali alla luce dgli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) della FAO. Il report si fonda sul concetto dei five eater needs – mangiare a sufficienza, con varietà, in sicurezza, per la salute e la longevità, e in modo sostenibile – intesi come espressione del diritto universale al cibo, e mostra come 13 dei 17 SDGs siano direttamente o indirettamente riconducibili al cibo. Attraverso un’ampia base di dati comparabili, il documento mappa e codifica le principali criticità dei food systems, le valuta e classifica i paesi sulla base degli output dell’analisi, individuando gap strutturali e proponendo strategie di mitigazione e superamento. Il legame tra shiologia e SDGs dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite è pertanto centrale: la shiologia sostiene in particolare l’SDG 2 (Sconfiggere la fame), l’SDG 3 (Salute e benessere), l’SDG 12 (Consumo e produzione responsabili) e l’SDG 13 (Azione per il clima), offrendo una cornice concettuale per ripensare i sistemi alimentari in funzione del benessere umano e della sostenibilità di lungo periodo. Nonostante sia una disciplina emergente il suo impatto e “rebound” a livello internazionale sono testimoniati dal crescente coinvolgimento di istituzioni accademiche e organizzazioni globali, nonché dal riconoscimento delle Nazioni Unite: i Segretari Generali António Guterres e Ban Ki-moon hanno evidenziato il valore della shiologia come strumento conoscitivo fondamentale per trasformare i sistemi alimentari e supportare l’attuazione dell’Agenda 2030.
In questo senso, la shiologia si propone come una nuova chiave di lettura globale per garantire salute, equità e resilienza attraverso il cibo.



